Descrizione

Titolo

Untitled

Tipologia

Fotografia

Dimensioni

112,5 x 150 cm

Materiale

Stampa Fine Art a getto d’inchiostro su carta Promed Premium Lustre

Autore

Paolo Pellegrin

Anno

2025

Opera esposta nella mostra 
Visible & invisible identity

Sede
Arte Fiera
Padiglione 26 - Stand B90

4 febbraio – 8 febbraio 2026

Nella 49a edizione di Artefiera, do ut do e SpazioC21 presentano due artisti internazionali e iconici che si confrontano sul tema dell’ “Identità”, tema scelto da do ut do per l’edizione 2026. Ad esso si ispirano le opere selezionate da SpazioC21, un dialogo tra un fotografo italiano di fama internazionale ed uno dei più promettenti artisti della scena contemporanea finlandese. Le grandi fotografie a colori di Paolo Pellegrin – realizzate nell’estate 2025 nella storica vetreria Seguso Vetri d’Arte a Murano – sono immagini potenti, evocative, quasi metafisiche, che pongono attenzione allo spazio e ai suoi dettagli quasi fermandoli nel tempo. Sono istanti del backstage della produzione di sculture in vetro soffiato realizzate dall’altro artista esposto - EGS – che esaltano la versatilità della materia nel farsi forma. Artefatti colorati e trasparenti, caratterizzate da forme plastiche, curvilinee e sensuali che nei loro volumi alternano concavità e convessità attraverso cui filtra e rimbalza la luce. Le sculture realizzate a Murano dialogheranno con esemplari unici prodotti in Finlandia.

Per Paolo Pellegrin l’identità è insieme radice e processo. Da un lato nasce e si sviluppa nelle origini, nella storia, nella memoria, nei legami che ci costituiscono. Dall’altro è qualcosa in costante divenire che costruiamo attivamente attraverso le scelte, le relazioni, le narrazioni che diamo di noi stessi. Non è un dato fisso ma piuttosto un dialogo continuo tra ciò che siamo stati, ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare. L’obiettivo cattura l’identità dello spazio e dell’azione, il silenzio della fornace, nature morte impregnate di una storia in cui il tempo sembra essersi fermato e spazi dominati da un’alchimia di materia, fuoco e mani; secondi in cui accade qualcosa di magico, eventi che sembrano quasi accidentali, lontani dall’epitome della perfezione, anzi, ancora più incantevoli proprio perché imperfetti. La composizione attenta e geometrica dello scatto guida l'occhio dello spettatore verso il soggetto principale - un attrezzo, una scheggia di vetro o una palla di fuoco - mantenendo un forte equilibrio visivo, un contrasto acuto tra luce e ombra, che crea un realismo drammatico e dei chiaroscuri teatrali che accentuano l’identità dei soggetti ritratti.

I Do di quest'opera

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