Biografia
Lorenzo Puglisi vive e lavora a Bologna. La sua ricerca si concentra sulla figura umana e sul rapporto tra luce e oscurità, affrontati attraverso un linguaggio pittorico essenziale che riduce l’immagine al minimo necessario. Nei suoi dipinti, volti e mani emergono da fondi fi un nero assoluto come presenze luminose, sospese fra apparizione e dissoluzione, in un dialogo serrato con la tradizione iconografica occidentale e con i grandi maestri del passato. La formazione e primi anni di attività si intrecciano con un lungo periodo trascorso all’estero, tra Londra, Parigi, Berlino, Amsterdam e Los Angeles, durante il quale l’artista intensifica lo studio diretto delle opere custodite nei principali musei. Tale esperienza sul campo contribuisce a definire un vocabolario visivo originale, caratterizzato da un uso radicale del contrasto e da una riflessione spirituale sulla percezione come processo di costruzione dell’immagine.
La sua attività espositiva prende corpo nel 2005 e cresce progressivamente in ambito nazionale e internazionale. Un momento significativo è rappresentato dalla personale del 2014 al Museo del Territorio di Biella, accompagnata da un saggio critico di Bruno Corà, che evidenzia la coerenza del suo percorso e il rigore del suo approccio alla materia pittorica. In questi anni l’artista espone in sedi italiane ed europee, tra cui Milano (Galleria Il Milione, Casa Museo Boschi Di Stefano), Parigi (Sobering Gallery), Berlino, Pavia e Palermo. Nel 2015 partecipa al grande progetto pubblico dedicato al centenario del genocidio armeno; nel 2016 presenta a Parigi Peintures, mostra in cui la sua pittura di ‘scene’ di grande formato rivela la capacità di trasformare frammenti iconografici in immagini sospese e cariche di tensione. Tra il 2016 e il 2017 realizza due interventi dedicati a Caravaggio, esponendo a Palermo e Napoli opere ispirate alla Nativitàe alle Sette opere di misericordia.
Una tappa rilevante della sua carriera è Il Grande Sacrificio, monumentale rielaborazione dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci, esposta nella Sagrestia del Bramante di Santa Maria delle Grazie a Milano (2019), in occasione del cinquecentenario della morte dell’artista. Nello stesso anno presenta una personale nella cripta della chiesa di King’s Cross St. Pancras a Londra durante Frieze. Nel 2020 Puglisi realizza un progetto espositivo nella Basilica di Santo Spirito a Firenze, in dialogo con il Crocifisso giovanile di Michelangelo. Nel 2021 espone al Latvian National Museum of Art – Riga Bourse, grazie a una collaborazione con le Gallerie degli Uffizi, che prestano per l’occasione un’opera di Tintoretto. Il rapporto con Firenze si consolida ulteriormente con una serie di mostre e interventi, tra cui progetti al Museo Marino Marini. Nel 2022 partecipa alla 59ª Biennale d’Arte di Venezia, ospite del Padiglione Arabo-Siriano, presentando opere che riflettono sulla condizione umana e sulla memoria attraverso il tema del viaggio notturno. Sempre nel 2022 un suo autoritratto viene acquisito dalle Gallerie degli Uffizi, entrando a far parte della collezione storica permanente. Nel 2023 l’artista è protagonista di una personale alla Rotonda di San Lorenzo a Mantova e partecipa a ulteriori progetti espositivi a Firenze e Londra (Brun Fine Art). Le mostre del 2024 – tra cui Milano (Galleria Il Milione / Brun Fine Art) e Firenze (Galleria Santo Ficara) – confermano una crescita costante sia in ambito critico sia collezionistico. Nel 2025 espone nel Palazzo Ducale di Mantova con opere inserite nel percorso museale in dialogo con i grandi capolavori del passato, e a New York all’Istituto Italiano di Cultura.
Secondo la piattaforma tedesca ArtFacts, che monitora oltre 1,2 milioni di artisti a livello globale, Puglisi figura oggi tra i primi 8.000 artisti nel mondo e tra i primi 300 in Italia, con significativo incremento negli ultimi anni e un’intensa attività espositiva internazionale. Le sue opere fanno parte di collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero. La sua pittura, nutrita da un confronto diretto con la tradizione e sostenuta da un rigoroso processo di sottrazione visiva, è riconosciuta per la capacità di coniugare memoria culturale, esperienza percettiva e riflessione sulla presenza umana nella luce e nella sua assenza entro campi di energia.