Vasco Bendini

COMING HOME

L’IMMAGINE ACCOLTA

2010

olio su tela

oil on canvas

110x90 cm

 

Opera donata dall'artista in collaborazione con

Work donated by the artist in collaboration with

Galleria De' Foscherari, Bologna

 

 

Chi è 

Nasce a Bologna nel 1922. Dopo l’Accademia di Belle Arti di Bologna – dove segue i corsi di Giorgio Morandi e Virgilio Guidi -  espone per la prima volta nel 1949 alla Galleria Bergamini di Milano. Da qui ha inizio la sua lunghissima carriera tuttora in corso. Tra le personali: Galleria La Torre, Firenze (1953), Galleria del Milione, Milano (1956 e ’58), poi Modena, Roma, Milano tra il 1956 il 1963; in quest’ultimo anno è anche alla Mc Roberts & Tunnard, Londra. Partecipa a importanti mostre collettive: Permanente, Milano e New York Art Foundation, Roma (1958), Attico, Roma (1960 e ’61), Bologna (1962), Livorno (1963). E’ del 1968 la mostra antologica all’InArch, Roma, città nella quale si trasferisce nel 1973. Ancora mostre al Museo d’Arte Moderna, Saarbrücken (1976), GAM, Bologna (1978), Casa del Mantegna, Mantova (1984), PAC, Milano e Palazzo Forti, Verona (1989) cui segue la tripla mostra alla Galleria Civica di Modena, alla GAM di Bologna e alla Galleria Civica di Trento (1992). Altre collettive a Torino (1977), ancora GAM, Bologna (1983), Palazzo dei Diamanti, Ferrara (1993). Del 1996 sono un’ampia personale alla Loggetta Lombardesca di Ravenna e la mostra dell’opera litografica all’Istituto Nazionale per la Grafica, Roma. Ancora antologiche: Università degli Studi La Sapienza, Roma (1998) e Palazzo Sarcinelli, Conegliano (1999). Nel 2000 è tra gli artisti scelti per la mostra Novecento, arte e storia in Italia, Scuderie del Quirinale e Mercati di Traiano, Roma. Recentissima (2012) è l’antologica preso Arte+, Bologna. Ha partecipato a tre Biennali di Venezia (1956, 1964 – con una sala personale – 1972, 2011) e ha avuto una sala persona alla X Quadriennale di Roma (1972).

Vive e lavora tra Parma e Roma.

 

Cosa fa 

Riconosciuto unanimemente come uno dei padri dell’informale italiano, Bendini è un artista tra i più importanti dal secondo Novecento a oggi, attraversando circa sessanta anni di storia dell’arte contemporanea italiana. La sua ricerca artistica è sempre all’insegna dell’estrema libertà espressiva al di là degli schemi, in un’indagine profonda sulle autonome possibilità espressive del segno e della materia. Come scrive lui stesso: Ho cominciato a rispondere a tutte le mie esigenze più segrete, sapendo di dover rinunciare a vantaggi economici. Forse molti ridono di ciò, e forse molti dubitano, ma io credo che se si vuole essere liberi in un contesto sociale, e imparare a coesistere con il diverso, non si può fare altro che assumere un comportamento simile”. Da segno e materia, quindi, scaturisce l’anima pittorica del lavoro di Bendini e la sua coscienza interiore che si tramuta sulle tele in luce e colori che sembrano letteralmente esplodere. Un’opera tanto enigmatica quanto attraente, evocativa e vitale, dove le “immagini” sono totalmente svincolate da ogni possibile riferimento o richiamo iconografico aprendosi in modo quasi centrifugo verso lo spazio. Il linguaggio puramente visivo delle immagini diventa così assoluto protagonista sottraendosi a ogni intento “narrativo”.

 

Highlight

Nel 2002 gli è conferito il Premio Lissone alla carriera. Nel 2003 due sue opere sono state esposte alla mostra La pittura degli anni Cinquanta in Italia, tenuta presso la Galleria d’Arte Moderna di Torino, entrando a far parte delle acquisizioni permanenti presso la stessa Galleria.

 

Web

Wikipedia: Vasco Bendini

 

La sua opera per do ut do

L’opera donata dall’artista insieme alla Galleria De’ Foscherari appartiene alla produzione più recente dell’artista. Immediatamente salta agli occhi, quanto importante sia ancora la materia per l’artista, una materia sempre abbinata agli altri fondamentali elementi del suo lavoro: luce, spazio, colore e segno. Elementi che si muovono all’unisono e che sono ancora oggi testimonianza della grande vitalità artistica, del suo essere ancora fortemente presente nell’arte italiana, attraverso il suo contributo sempre stimolante. Il titolo stesso L’immagine accolta parla già da sola dell’atteggiamento del maestro davanti all’opera arte: l’immagine non viene cercata e indagata ma semplicemente, totalmente accettata. Con immutata freschezza Bendini ci offre un altro esempio della sua grande e mai sopita libertà artistica.