Vanessa Beecroft

VBSS.010.M (Holy Family)

serie: South Sudan

2006

digital c-print

76x59 cm

Edizione 2 di 10

 

opera donata da

work donated by

Galleria Lia Rumma, Napoli

 

Chi è

Nasce a Genova nel 1969. Dopo il Liceo Artistico a Genova si diploma nel ‘93 all'Accademia di Brera e, nello stesso anno. presenta Despair, un “diario performato”, basato sull’elenco di ogni cibo ingerito dall’artista in otto anni (dal 1985 al 1993). Inizia così la carriera di una delle artiste e performer più famose nel mondo con  centinaia di performance e mostre personali e collettive in ogni angolo del pianeta, dal 1993 a oggi. Da New York a Parigi, da Vienna alla Biennale di Venezia, da San Paolo ad Atene, da Tokyo a Londra, da Los Angeles a Stoccolma, da Sydney a Ginevra, l’elenco è troppo lungo per contenerlo in poche righe. Si segnalano comunque, nel 1998 la perfromance “Show” al Solomon Guggenheim Museum di New York e  nel 2003, la retrospettiva sui suoi primi dieci anni di attività al Castello di Rivoli. Recentement, nel 2011 ha presentato in anteprima alla Galleria Lia Rumma la serie VB MARMI. Vive a lavora a Los Angeles.

 

Cosa fa

Le opere della Beecroft rappresentano una capitolo nuovo nella storia della Performance Art, disciplina artistica che caratterizza il lavoro dell’artista fin dall’inizio. Soggetto principale è il corpo, spesso di donne  nude che l'artista dispone nello spazio. Ne scaturiscono degli sbalorditivi tableaux vivants, quadri viventi dove i personaggi all’interno della performance non dialogano direttamente con lo spettatore ma sono portatori di messaggio per lo spettatore. Temi principali sono la ricerca sullo stereotipo e sul culto dell’immagine soprattutto del mondo femminile, attraverso una sensazione di disagio e straniamento dati proprio dal presenziare alla performance o dall’osservazione delle foto da essa derivanti. Negli ultimi lavori i corpi reali sono affiancati da sculture in marmo, “statue”- simulacro che potenziano sensi e significati dell’azione artistica.

 

Highlight

Quasi tutti i lavori di Beecroft sono site specific per cui ogni perfomance non è mai uguale all’altra: denominatore comune è il titolo sempre composto dalle iniziali VB e dal numero progressivo del lavoro. Tra le perfomance più famose: VB 52 A Torino (32 commensali seminude attorno a un tavolo tra modelli e signore della Torino bene);VB54 all’aeroporto Kennedy di New York; VB61 alla Pescherie di Rialto (30 modelle nere dipinte dall’artista di rosso sangue);  VB62 a Palermo (modelle e calchi in gesso); VB 65 Al PAC di Milano (20 uomini sans papier attorno a un tavolo); VB 66 al mercato ittico di Napoli e VB70 alla Galleria Lia Rumma di Milano. 

 

Web

Sito: www.vanessabeecroft.com

Galleria:: www.liarumma.it

 

 

 

 

 

La sua opera per do ut do :

VBSS (Vanessa Beecroft South Sudan) è un progetto iniziato nel 2005 nel corso di un viaggio compiuto dall’artista in Sudan. Al posto delle fredde e lontanissime modelle, i soggetti qui riprendono un repertorio quasi popolare. A volte l’artista stessa è ritratta come una Madonna bianca, con al seno due piccoli gemelli neri, richiamo alla sua esperienza diretta negli orfanotrofi del Sudan. Altre immagini, come questa donata all’Hospice, presentano una tipologia iconografica di matrice cristiana con San Giuseppe, il Bambino e la Madonna, caratterizzati però dalla perfezione tecnica tipica dell’artista: grande equilibrio formale e attenzione quasi maniacale per la disposizione delle figure. L’immagine della Madonna bianca  affiancato a un San Giuseppe e il Bambino neri scardina il concetto di supremazia etnica diventando simbolo dell’unione universale tra i popoli. La serie è stata esposta nel 2008, a cura della Galleria Lia Rumma, presso il Piccolo e Grande Miglio del Castello di Brescia.

 

VBSS (Vanessa Beecroft South Sudan) is a project that was started in 2005 during a voyage by the artist in Sudan. Unlike the cool distant mannequins of earlier works, in this project the subjects seem part of the local population. In certain pieces, the artist herself is portrayed as a white Madonna with two tiny black twins at her breast recalling her personal experience in orphanages in Sudan.  Other works, like this piece donated to the Hospice, represents an iconic image of the Christian Holy Family, with St. Joseph, Madonna and the Christ child, but with the technical perfection typical of the artist’s work: strong formal balance and an almost obsessive attention to the composition of the figures in the group. The image of the white Madonna alongside a black St. Joseph and Christ child disrupts the concept of ethnic supremacy to become a symbol of universal union among races. This series was exhibited in 2008 by the Galleria Lia Rumma, at the Piccolo e Grande Miglio del Castello di Bresci