Mimmo Paladino

SENZA TITOLO

2009

bronzo patinato con calce

quicklime patinated bronze

26 (h) x 28 x 23 cm

 

Opera donata dall’artista

Work donated by the artist

 

Chi è

Nasce a Paduli (Benevento) nel 1948. Dopo l’esordio a Caserta (1969), espone a New York (1978), Venezia (Biennale, 1980) e Monaco di Baviera (1985). E’ del 1990 la Montagna di sale, opera realizzata per la sede della Fondazione Orestiadi di Gibellina (Trapani), riproposta cinque anni più tardi in Piazza del Plebiscito (Napoli) in occasione di una grande rassegna a lui dedicata. Nel 1999 la South London Gallery espone il ciclo dei Dormienti. Quattro anni dopo il Museo Pecci di Prato gli dedica un’ampia retrospettiva. Tante le installazioni, le mostre e gli interventi in Italia e nel mondo, tra cui: Milano, Napoli, Ravenna, Reggia di Caserta, Roma (mosaico all’Ara Pacis e mostra Opera per l’Ara Pacis con Brian Eno nel 2006), Parigi, Londra, New York. Tra il 2009 e il 2010 è presente in oltre cinquanta tra mostre personali, collettive e happening in Italia e all’estero. Nel 2011 il comune di Milano gli dedica una grande mostra retrospettiva a Palazzo Reale. L'iniziativa comprende anche l'installazione della Montagna di sale collocata in piazza Duomo. Partecipa alla LIV Biennale di Venezia, Padiglione Italia.

 

Cosa fa

E’ stato uno dei più importanti membri della Transavanguardia con Chia, Clemente, Cucchi e De Maria, movimento teorizzato da Achille Bonito Oliva. e caratterizzato dall'immediatezza del segno pittorico, unito alla potenza di un cromatismo spesso dai colori violenti. E’ celebre in tutto il mondo per le sue opere di forte impronta arcaica e primordiale, ricche di simboli che guardano ad antichi popoli come greci ,-romani, etruschi e i primi cristiani. Anche le tecniche che utilizza ritornano all’antico come il mosaico, spesso usato dal maestro per opere anche di dimensioni monumentali. Ne scaturisce un mondo magico e quasi tribale, arcano ed enigmatico così pieno di significati da fare sembrare riduttivo ogni tentativo di interpretazione. I suoi totem e le sue sculture diventano quasi degli “altari” ancestrali, dove l’archetipo “parla” dei temi principali dell’evoluzione umana quali la nascita, la morte, il misticismo e la superstizione attraverso un silenzioso linguaggio dei segni. Artista estremamente versatile, si è sperimentato nei più svariati campi: dalla scenografia, al cinema, dall’illustrazione all’incisione attraversando orizzontalmente arte, musica, cinema, letteratura, teatro, architettura.

 

Highlight

E’ il primo artista contemporaneo italiano a tenere una mostra in Cina, alla Galleria Nazionale delle Belle Arti di Pechino (1994), mentre cinque anni più tardi è insignito del titolo di Membro Onorario dalla Royal Academy di Londra. Durante la presidenza europea dell’Italia (2003) è scelto quale rappresentante dell’arte italiana e, per l’occasione, installa Zenith nella piazza della sede del Parlamento Europeo. Nel 2006, illustra una nuova edizione di Don Chisciotte e realizza il lungometraggio Quijote presentato al Festival del Cinema di Venezia Nel 2008, nell'ambito dell'iniziativa Porta di Lampedusa - Porta d'Europa, realizza sull'isola monumento dedicato alla memoria dei migranti deceduti in mare. Nel 2010 firma la scenografia di Work in progress, il tour che ha visto riunirsi dopo trent'anni la coppia Dalla-De Gregori.

 

Web

Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Paladino

Sito retrospettiva di Milano: www.paladinopalazzoreale.it

 

 

La sua opera per do ut do

Indiscutibile protagonista del panorama contemporaneo italiano anche nella scultura, Paladino dona all’Hospice un’opera che si porta dietro tutto quel mondo visivo che rende l’artista immediatamente riconoscibile: l’enigma è tutto interno alla piccola figura che quasi “perde” la sua immagine diventando un pattern unico testa-cappello. Una scultura estremamente pittorica quella di Paladino che così diventa incorporea, non ha quasi peso, e la posa stessa della testa aiuta questa sensazione di leggerezza. La “maschera” vecchia di secoli porta con sé, intatti, i misteri dell’esistenza senza nessuna fatica.

 

One of the unquestioned protagonists among contemporary Italian artists and sculptors today is Mimmo Paladino. The work the artist has donated to the Hospice holds all the inherent visual impact that makes Paladino’s work immediately recognisable: this small figure encloses an enigma, almost “losing” its identity in its fusion between head and helmet. Paladino’s piece is extremely pictorial – almost ethereal; it seems weightless and the pose of the head itself adds to this impression of levity. The mysteries of existence are enclosed untouched within this mask, as if for centuries.