Luigi Petracchi

ANNUNCIAZIONE

2005

tecnica mista a bassorilievo su tela + applicazioni mixed technique of relief on canvas + applied elements

140x140x14 cm

 

Opera donata dall'artista in collaborazione con

Work donated by the artist in collaboration with

Galleria Bongiovanni, Bologna

 

Chi è

Nasce a Firenze nel 1954. Inizia a esporre agli inizi degli anni ‘70, con mostre personali e collettive in varie città italiane e straniere. Tra queste: Roma, Prato, Firenze, Fano, Empoli, Festival di Spoleto, Caserta, Milano (1975-79); Firenze, Fecamp (F), Monza, Taormina, Riolo Terme, Carmignano, Palermo, Viareggio, Pistoia, Forte dei Marmi, Malta (1980 88); nel 1988 partecipa a Seul alla mostra nell'ambito delle manifestazioni artistiche collegate alle Olimpiadi e vince il Gran Premio Olimpiadi di Seul; e ancora Tokio, Washington, Las Vegas, Parigi (1989); Hong Kong e Palma de Mallorca (1990-91); Barcellona e Siviglia (1992); negli anni 2000 ancora mostra a Firenze e in Toscana, Bologna, Forlì, Milano, Roma, Pietrasanta. Dal 2005 collabora continuativamente con Bongiovanni Gallerie di Bologna per le quali ha partecipato a numerose mostre e fiere. Recentissima (2012) Frammenti la personale presso Overlook Quarrata (PT). Sue opere sono state collocate in prestigiosi Musei. Ha partecipato alla Biennale di Malta (1988). Vive e lavora a Casalguidi (PT).

 

Cosa fa

Il lavoro di Petracchi si connota per l’estrema raffinatezza: che sia carta, scultura, dipinto, installazione, fotografia la composizione è sempre accurata, scomposta e ricomposta nei mille frammenti della perfezione per uno stile che non si può definire né figurativo né informale. Grande attenzione, quindi, è data alla materia dalla più classica – bronzo, marmo, tela, olio – alla più anomala – oggetti, pagine di libri antichi, giornali, resine -, comunque e sempre funzionale ai contenuti delle composizioni, quasi che i materiali ne fossero dei traduttori simultanei. E questi contenuti ci parlano di sacro e di misticismo, di storie ancestrali e di archetipi, di cosmogonie e di linguaggi antichissimi o non scoperti: nelle sue opere compaiono totem con segni e simboli; statue classiche mutilate e sprofondate su cuscini durissimi; echi di miti e leggende di popoli antichi come i Greci, gli Egizi, la cultura ebraica Una complessa e profonda ricerca in cui il corpo umano ha una posizione centrale quale parte integrante, o spesso, quale protagonista di un ordine cosmico simbolico e spirituale dove saggezze arcaiche dialogano con la concettualità postmoderna di Petracchi che come un Mago Merlino gestisce, con la sua bacchetta magica, il suo affollatissimo affascinante universo. 

 

Highlight

Ha vinto numerosi premi d’arte tra cui: Premio New York (1982); Premio Biennale di Venezia (1988); Premio Tokio (1989); Premio internazionale Drach, Palma di Maiorca (1991); Premio I Maestri Dell'arte Contemporanea, Barcellona (per i XXV Giochi Olimpici) e Premio Internazionale Cristoforo Colombo, Siviglia (1992); Premio Lorenzo Il Magnifico (Premio Del Presidente), Florence Biennale e Premio della Cultura a Milano (2007).

 

Web

Sito: www.luigipetracchi.com

Galleria Bongiovanni: www.galleriabongiovanni.com

 

La sua opera per do ut do

Con un titolo estremamente suggestivo, Annunciazione, Petracchi presenta la sua opera donata all’Hospice. In essa troviamo rappresentate tutte le caratteristiche dell’artista: la composizione raffinatissima, la matericità, la forte connotazione simbolica, la riduzione della composizione a pochi elementi che chiedono allo spettatore di cercare dentro il proprio codice simbolico l’interpretazione di quello che ha davanti. Cerchiamo allora di farlo: le campiture bianche a raggiera sono il soffio del vento sacro che introduce l’arrivo dell’Angelo davanti alla Madonna, che immediatamente viene risucchiata anche lei nel flusso, ormai presa dal grande compito che l’aspetta. Una preghiera di provenienza antichissima compare nella sua mente, mentre i gigli - simbolo cristiano per eccellenza di purezza, innocenza e verginità - prendono la parte principale dell’opera, ponendosi al centro e iniziando quel cammino di speranza per l’Uomo destinato a non concludersi più.

 

The work donated to the Hospice by Petracchi, Annunciazione, is one of great impact.  Many of the most familiar aspects of the artist’s work are present in this piece:  a very refined elegant composition, mixed materiality, strong symbolism, and a spare, minimalist composition comprised of only a few elements that force the viewer to search for the meaning within his own personal symbolic code. We will attempt to interpret the piece: The radiating white background represents the sacred wind heralding the arrival of the Angel in the presence of the Virgin who is also drawn into the surge of light, immediately immersed in the role that awaits her. An ancient prayer is impressed on her mind and lilies, the quintessential Christian symbol of purity, innocence and virginity assume the main role in the work as the central element, beginning the infinite route forward towards hope for all mankind.