Luigi Ontani

SCIÀMANO

Bali 2007-2011 Roma

Ologramma lenticolare

Lenticular hologram

75 x 44 cm

 

Opera donata dall'artista

Work donated by the artist

 

Chi è

Nasce a Montovolo di Grizzana Morandi (BO) nel 1943. Dopo gli studi a Bologna, inizia negli anni ’70 una carriera artistica che lo porterà a imporsi come uno dei più importanti artisti italiani viventi al mondo. In quegli anni si trasferisce definitivamente a Roma, dove tiene una personale alla Galleria l’Attico (1974) iniziando una lunga serie di mostre tra cui: Basilea, Essen, Amsterdam (1980); Centre Pompidou, Parigi (1981); Guggenheim Museum, New York e GAM, Bologna (1982); New York, Los Angeles, Monaco, Venezia (1983-84), Francoforte (1986); Trento, Torino, Bari e Roma (1989); Centro de Arte Reina Sofia Madrid (1990); Londra e Bruxelles (1991); Trento e ancora New York (1994); del 1996 è la retrospettiva alla Galleria Civica di Arte Contemporanea di Trento oltre alle personali a Monaco e Francoforte; una grande retrospettiva è anche nel 2001 al PS1 di New York.; e ancora Bangkok, Vienna, Gent, Milano (2002-2004); altri omaggi importanti alla Peggy Guggenheim Collection, Venezia (2006), all’Isabella Stewart Gardner Museum, Boston; le grandi mostre al MAMbo di Bologna (2008) e al Museo di Capodimonte, Napoli (2009). Recentemente (2011-12) è la mostra al Museo d´arte contemporanea Castello di Rivoli. Ha partecipato a cinque Biennali di Venezia (1972, 1978, 1984, 1986, 1995), a due Biennali di Sidney (1986 e 1995) alla Triennale di Delhi (1991) e a quella di Lione nel 2000.

Vive e lavora a Roma.

 

Cosa fa

Fin dagli anni ’60 il lavoro di Ontani ha contribuito a modificare in modo sostanziale il linguaggio artistico contemporaneo, diventando uno dei modelli cui guardare. Fotografie, performance e tableaux-vivant, sculture, installazioni e disegni: Ontani ha rivoluzionato, ripensato, anticipato tendenze, tecniche e movimenti guardando nel contempo alla ricchissima tradizione iconografica sia occidentale sia orientale. Ponendosi come soggetto quasi unico delle sue opere, l’artista materializza davanti ai nostri occhi figure mitiche storiche e religiose, personaggi presi dalla letteratura o dal mondo popolare, attingendo a quell’infinita fonte d’ispirazione che è la Cultura umana, al di là di epoche, luoghi, momenti storici. Oltre che con la fotografia, Ontani si ritrae attraverso la cartapesta, il vetro, il legno (numerosissime le maschere), la ceramica, più raramente il bronzo, il marmo e i tessuti. Narcisismo ed erudizione, un immaginario libero e ludico, uno sterminato repertorio di segni e simboli –di cui le opere sono spesso piene -, sono gli ingredienti che completano il pantheon: tanti dei, un solo volto, tutti i luoghi e nessun luogo, Ontani è la somma di tutte queste “maschere” e “identità” in unico grande atto dimostrativo: l’arte e l’artista sono inscindibili proprio come l’uomo e il suo Creatore, lo scrittore e il suo libro, il popolo e suoi rituali. Come dice lui stesso: “Attraverso la maschera vado cercando gli eredi ideali di una ritualità che nel mondo è ovunque indipendentemente dalle condizioni attuali.”

 

Highlight

Tra i tantissimi travestimenti di Ontani, alcuni sono entrati ormai nell’immaginario collettivo non solo degli addetti ai lavori. Tra questi sono da citare: Teofania, Fantome, San Sebastiano nel bosco di Calvenzano, d'apres Guido Reni, Tentazione, Meditazione, d'apres de la Tour, Bacchino, Raffaello, Dante, Pinocchio, Lapsus Lupus , il dittico EvAdamo, Leda e il Cigno, NapoleonCentaurOntano, le ErmEstetiche. Nel 2012 ArteFiera e la città di Bologna lo hanno omaggiato con un grande evento a lui dedicato.

 

Sito

Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Luigi_Ontani

 

 

La sua opera per do ut do 

L’opera donata all’Hospice viene introdotta dal titolo che l’artista stesso considera parte integrante del lavoro, tanto da apporlo a mano nel retro. SciàMano fa parte di quella serie di lavori, dove la tecnica di esecuzione, accuratissima, è il segnale della grande arte di Ontani: un ologramma lenticolare accoglie lo sguardo dello spettatore che così assiste in diretta all’atto stesso della trasformazione. L’opera cambia davanti a noi in un metamorfismo visivo reale e non solo immaginato. Insieme all’artista, protagonista dell’opera è la Mano di Fatima, la mano con dentro l’occhio, simbolo apotropaico di tante culture, amuleto contro la negatività che potenzia le capacità di vedere e di agire. Un meraviglioso augurio che il monarca-sciamano-artista porta al progetto do ut do e all’umanità in generale.

 

This work donated to the Hospice is introduced by the title which the artist considers an integral part of the work itself, to the point of adding a handwritten title on the reverse side.  SciàMano is one of a series of those works where the extreme precision in creative technique demonstrates Ontani’s enormous talent. A lenticular hologram attracts the gaze of the viewer who then participates directly in the actual transformation action.  The work changes constantly before our eyes in a visual metamorphosis that actually occurs and is not simply imagined. As well as the artist, the other subject of the piece is the Mano di Fatima, the hand that encloses an eye,  apotropaic symbol in many cultures, an amulet to ward off evil that increases the capacity to see and act.  A wonderful invocation by the monarch-shaman-artist for  the do ut do project and for mankind as a whole.