Luciano Ventrone

GUARDANDO A SUD

2008

olio su tela

oil on canvas

50x50 cm

 

Opera donata da

Work donated by

Galleria Forni, Bologna

 

 

Chi è

Nasce a Roma nel 1942. A cinque anni, da solo, si trasferisce per alcuni anni in Danimarca, esperienza che sarà molto importante per la sua vita. Negli anni ’60, dopo un periodo di studi in Architettura, si dedicherà del tutto alla pittura. Nel 1980 realizza Caravaggio 1, a cui faranno seguito la Conversione di Paolo e, nel 1984, la Canestra, riempita però di frutta esotica. Realizza mostre personali in tutto il mondo: Studio Forni, Milano (2004); Albemarle Gallery, Londra (2005); Bernarducci & Meisel Gallery, New York (2008); Palazzo del Broletto, Como (2010); State Russian Museum, San Pietroburgo (2010); Hollis Taggart Galleries, New York (2010); Fondazione per i ragazzi del mondo Ibrahim Kodra, Melide (Svizzera, 2010); Art Bejing Contemporary Art Fair, Pechino (2011). I suoi dipinti sono conservati in importanti collezioni private e pubbliche, in Italia e all’estero. Tra queste, la Collezione d’Arte Moderna del Senato Italiano, la Collezione della National Gallery of Art di Washington e la Collezione dello State Russian Museum di San Pietroburgo. Dal 1995 vive a Collelongo nel Parco Nazionale d’Abruzzo.

 

Cosa fa

La pittura è una vocazione che Ventrone sente fortissima già da piccolo, e che lo accompagna da sempre, unita ad un’incessante e mai esaurita ricerca che comunque lo ha già imposto come uno dei maggiori protagonisti viventi dell’arte figurativa italiana. Dopo avere studiato tutti i temi dell’arte contemporanea approda al realismo. Un realismo a dir poco straordinario, dove la ricerca del dettaglio nella figurazione assume i caratteri di vera e propria “indagine scientifica”. Pur partendo dalla fotografia, però, l’artista se ne distacca subito per arrivare a una paradossale astrazione del soggetto, che cessa di essere materia per vivere solo attraverso la luce. Il lavoro di creazione dell’opera, infatti, è lento e laborioso, strato dopo strato, pennellata dopo pennellata per arrivare a una perfezione tale per cui l’artista raggiunge “l’idea stessa dell’oggetto”, in un’accezione che si osa definire metafisica. Nelle sue opere l’essenza delle cose è letteralmente scoperchiata davanti ai nostri occhi e, parafrasando Elena Dibartolomei in uno suo scritto, ci ferma il respiro, costringendoci a riprendere a respirare in modo molto più lento e più riflessivo, prendendo il ritmo di composizione della tela stessa. Assolutamente da considerare parte dell’opera, infine, sono i titoli delle opere, attraverso i quali l’artista ci permette di sbirciare dietro cotanta perfezione.

 

Highlight

Giovanissimo, collabora, con i suoi disegni dal vero, alla stesura del testo universitario Sistema nervoso centrale di anatomia umana per l'Università Cattolica di Roma.

Nel 1983 un articolo scritto da Antonello Trombadori su L’Europeo induce lo storico dell’arte Federico Zeri ad interessarsi alla ricerca di Luciano Ventrone, suggerendogli di affrontare il tema delle nature morte. E’ proprio da qui che inizia la sua lunga e ancora non completa ricerca sui vari aspetti della natura. Nel 2011 partecipa alla 54° Edizione della Biennale di Venezia.

 

 

Web

Sito: www.lucianoventrone.com

Galleria Forni: www.galleriaforni.com

 

 

La sua opera per do ut do

Una superba natura morta, soggetto spesso rappresentato dall’artista, rappresenta un contenitore pieno di fichi d’India. Ma rappresenta  anche qualcos’altro: come dice il titolo Guardando a Sud, dentro questo dipinto – e non diciamo dentro a caso - si ritrova l’essenza stessa del Meridione italiano, di quel Sud pieno di vita, abbondante, gustoso, del Sole allo zenith. Un’armonia perfetta dove la luce sembra venire dall’interno degli oggetti a definire quella plasticità che una continua scoperta ottica come ebbe modo di dire Federico Zeri.

 

This superb still life, one of the artist’s favourite subjects, represents a bowl of prickly pears. But it represents far more. As the title states, Guardando a Sud, (Looking South) within this painting – and the term within is not chosen lightly – is the quintessence of all that is southern Italy: a region full of life, of abundance, of strong flavours and searing midday sun.  Perfect harmony where the light seems to glow from within every substance, defining that plasticity and constant optical discovery described by Federico Zeri.