Igor Mitoraj

DECURIONE

2010

bronzo

bronze

34x15x12,5 cm

 

Opera donata dall’artista

work donated by the artist

 

Chi è

Nasce a Oederan (Germania) nel 1944. Nella sua Polonia compie i primi studi in pittura, a Cracovia, sotto la guida del grande pittore Tadeusz Kantor proseguendo poi a Parigi dal 1968; qui scopre il fascino dell’arte sudamericana e, per approfondirla, si trasferisce per un anno in Messico; al ritorno avrà deciso di dedicarsi alla scultura. Nel 1976 è la prima personale a Parigi presso la Galleria La Hune. Il successo è immediato; inizia una mai interrotta sequenza di esposizioni in molte città nel mondo, tra cui Londra, Roma, Parigi, New York, ecc. Nel 1979 giunge a Pietrasanta dove di lì a breve deciderà di aprire uno studio. E’ del 1989, invece, la famosa mostra all’Academy of Art, New York. Parallelamente riceve importanti incarichi internazionali per sculture monumentali in spazi pubblici e privati quali: British Museum e a Canary Wharf, Londra; Bamberg e Cracovia; La Dèfense, Parigi; Museo degli Uffizi e Giardino di Boboli, Firenze; Piazza del Carmine e Teatro alla Scala, Milano; Piazza Monte Grappa e Piazza Mignanelli, Roma. Recentemente (2011) è la magnifica personale nella Valle dei Templi di Agrigento. Nel 1986 partecipa alla XLII Biennale Internazionale d'Arte di Venezia.

Vive e lavora tra l’Italia e la Francia.

 

Cosa fa

La firma inconfondibile di Mitoraj è l’ispirazione costante al mondo classico arcaico, dove noti personaggi mitologici come Eros, Venere, Icaro, Prometeo, Apelle vengono ripensati e ridefiniti attraverso un gioco tra il reperto e l’archetipo. Tutte le sue sculture, infatti  che siano nel suo amatissimo marmo o in bronzo  non si presentano mai intatte ma frammentate, mutilate, piene di vuoti e di particolari “omessi” che attivano immediatamente una riflessione su chi siamo stati e soprattutto su cosa ci è rimasto. Un richiamo costante alla civiltà occidentale che, come un razzo lanciato da ieri all’oggi, ci trafigge nel profondo del nostro DNA, ricordandoci costantemente che la società contemporanea E’, proprio perché deriva dal Mito. Le sue sculture, spesso gigantesche, diventano enormi guardiani ai lati di quelli stargate della mente che ci consentono con facilità di passare da una dimensione all’altra, non solo nel senso temporale. Loro ci lasceranno sempre passare, perché la parola d’ordine la sappiamo già. 

 

Highlight

Nella piazza del comune di Osio Sotto è presente una sua opera che l’amministrazione comunale ha eletto nuovo monumento alla memoria dei Caduti per la Patria. Nel 2004, ha dipinto il drappellone per il Palio  di Siena dedicato alla Madonna Assunta. Nel 2009 Ha curato i costumi e la scenografia di Aida nel Giardino di Boboli a Firenze, nell'ambito di Operafestival.

 

Web

Wikipedia: it.wikipedia.org/wiki/Igor_Mitoraj

 

La sua opera per do ut do

Tagliato, spezzato, crepato pur nella sua meravigliosa purezza classica. Ecco il Decurione che Mitoraj ha donato all’Hospice. Tutte le caratteristiche dell’arte del Maestro sono impresse in questa scultura: il mito, la classicità, la civiltà occidentale, pensate in modalità del tutto peculiari. Come dice C.P. Latella (caffeeuropa.it) “sembra un intervento chirurgico, o meglio, un'autopsia, per isolare gli elementi di maggior rilievo”. Niente di più vero. Davanti all’opera di Mitoraj non bisogna mai pensare a contaminazioni o copie; l’opera non è copiata o rifatta, l’opera nasce proprio qui, nel contemporaneo, e qui, nel contemporaneo, viene sezionata e ri-presentata. Nell’occhio “vuoto” di Decurione ritroviamo la nostra anima, i nostri modelli, le nostre filosofie. E la nostra stessa memoria è richiamata a mettere insieme i pezzi mancanti di queste sculture: per incanto, ci accorgiamo che in fondo ci viene naturale. Perché fanno parte di noi.

 

Cut, broken, cracked even in its wonderfully classic purity. Here is the Decurion that Mitoraj donated to the Hospice. All the hallmarks of the great artist's work are impressed in this sculpture: myth, the classical world, western civilization, conceived in a totally idiosyncratic way. As C.P. Latella says (caffeeuropa.it) "it seems like a surgical operation, or rather, an autopsy, to isolate the most important factor." Nothing could be truer. Before the work of Mitoraj there is never any need to think of contamination or copies; the work is not copied or remade. The work was born right here in the contemporary world, and here, in the contemporary world, it is sectioned and re-presented. In the Decurion's "empty" eye we find our souls again, our models, our philosophies. And our memory itself is called upon to piece together the missing pieces of these sculptures: through enchantment, we realize that ultimately it comes to us naturally. Because they are part of us