Grelo

(Lorenzo Gresleri)

IL LEONE AL CINEMATOGRAFO

2009

polimateria e olio su tela

mixed media on canvas

150 x 100 cm

 

opera donata dall'artista

work donated by the artist

 

 

Chi è

Grelo (Lorenzo Gresleri) è nato a Bologna nel 1973. Dal 2000 le Bongiovanni Gallerie promuovono la sua attività pittorica. Presenza in banche: Unipol Banca, Banca Popolare Emilia Romagna, Banca di Bologna, Unicredit. Presenza nei musei: Sharjia Art Museum (Emirati Arabi), Museo internazionale e Biblioteca della musica (BO), Cà la Ghironda (BO), Museo Gianni Caproni-Aeronautica Scienza e Innovazione (TN), Casa del Console a Calice Lig

ure (SV), Pan (NA), Maschio Angioino (NA), Castel dell'Ovo (NA). Fiere internazionali d’arte: Molto rumore per nulla in Arte Roma 2008; Night Light e Molto rumore per nulla in Artefiera Off 2009; Nel nome dei padri 2010, Rich 2011 e Redrum 2012 (personale) in Artefiera Off. Giornata del Contemporaneo con Homo Lucens, Mystic City, Omnia e Big Style. Mostre personali: Graffiti 2000;  Walking through the world 2003; Men in jungle e La Cina e la Memoria d'Occidente 2005; Niente da dichiarare 2007; Privilege illumina il mare 2008; Cash is power 2009. Nel 2011 partecipa a: Biennale di Firenze; Shut Out  - Chiusi fuori in Cappella Orsini, Roma (mostra presentata alla Biblioteca del Senato); a Fundamentum Artis ad Unicredit - Private Banking, Bologna. Nel 2012 partecipa a: Senza Titolo allo Spazio88, Roma; Art Basel, The Solo Project (Basilea).

Vive e lavora a Bologna.

 

Cosa fa 

E’ una pittura di forte impatto materico, emotivo ed estetico, quella di Grelo. Una grande potenza che unisce insieme, in antitesi che diventano sintesi, l’elemento Natura – animali, paesaggi- l’elemento Architettura – edifici, tagli prospettici - e l’elemento Arte - colori, materia - tenuti tutti saldamente alla briglia, sotto il “controllo” unificatore di chi sa comporre gli elementi in unicum denso di strati e significati. Tanti significati che parlano fondamentalmente di storie che vanno scovate, trovate, perché non rivelate, mai sbattute in faccia ma solo sussurrate: “un segreto riferito” di leggende, immaginazione e realtà. Come dice l’artista stesso: (tutto è sottoposto) “alla mia necessità di celare, di possedere angoli di tela con segni e tracce che anelano a rimanere segreti, codici miei propri”. Segni e tracce, citazioni e figure umane che sono in realtà indicatori di stato d’animo - anzi vere e proprie “unità di misura” degli stati d’animo - che dalle opere danno istruzioni alla moltitudine di chi lo osserva. Siamo in verità di fronte ad archetipi in cui tutti possono riconoscersi; perché quel “segreto”, quella storia già narrata da qualcuno e riposta, in attesa, in sonnolente zone del nostro cervello in fondo è lì, proprio davanti ai nostri occhi, dentro le nostre orecchie, nei polpastrelli delle nostre dita: è sufficiente una piccola intermittenza del cuore e il meccanismo parte, anzi RI-parte da lontano ma vivido come il minuto stesso in cui, le volte precedenti, lo avevamo trovato.

 

Highlight

E’ presente in Arte Moderna n°41 (Giorgio Mondadori, 2005). Nel 2008 allestisce una grande installazione Molto rumore per nulla su Piazzale Kennedy, Palazzo dei Congressi, Roma.

 

Web

Facebook: Grelo pittore

Sito Galleria Bongiovanni:  www.galleriabongiovanni.com

 

La sua opera per do ut do

Nell’opera donata da Grelo e dalla Galleria Bongiovanni emerge immediatamente un aspetto caratteristico del lavoro dell’artista: gli animali come soggetti delle sue opere, a volte soli, a volte in gruppo, a volte affiancati a figure umane. Ce ne sono dappertutto nei quadri di Grelo. Sono impermeabili e imperturbabili: guardano quello che succede, guardano punti lontani o guardano noi di là dalla tela, affaccendati nella nostra vita quotidiana. Possono essere, tigri, scimmie, puma, cani, lupi o leoni come in questo caso. Esseri ieratici e altamente simbolici, a volte gli animali sono l’artista stesso, che si traveste sotto questo manto per scrutarci meglio o per spaesare la figurazione, chiedendoci di guardare “oltre” proprio come fa il leone. Infine il titolo: ecco che compare anche un’altra caratteristica dell’artista: l’ironia. il Leone al cinematografo guarda con aria concentrata chissà quale film sullo schermo. Ma è un’ironia, che, come sempre in Grelo, sta a noi scoprire e individuare.

 

The subject of the work donated to the Hospice by Grelo and the Galleria Bongiovanni is one of the artist’s favourites: animals as the main subject, sometimes alone, sometimes in groups, and now and then accompanied by human figures. Animals appear everywhere in Grelo’s works. They are enigmatic and impassive: they observe what is happening around them, watch what is happening in the distance, or gaze at the viewer from the canvas as we go about our daily lives. Tigers, monkeys, pumas, dogs, wolves, or – as in this case – lions. Solemn and stately, highly symbolic, often the animals represent the artist himself who dons this disguise in order to observe us better or to confuse the image portrayed, requiring the viewer to look further than the obvious, just like the lion in this piece. Last of all- the title: another of the artist’s characteristics is his ironic twist. The Lion at a movie show gazes at something unknown on the screen with great concentration.   But as always with Grelo, it is up to the viewer to discover the hidden irony and identify its meaning.