Giuseppe Maraniello

CHIAROSCURO

2006

bronzo

bronze

40x52x20 cm

 

opera donata dall'artista

work donated by the artist

 

Nessuna frase

 

Chi è:

Nasce a Napoli nel 1945. Dopo gli studi, nel 1971, si trasferisce a Milano dove, oltre ai primi contatti con gli artisti, comincia le sue sperimentazioni con la fotografia, tecnica che abbandonerà verso la fine degli anni’70 a favore della pittura. Tra le prime mostre L'estetico e il selvaggio alla Galleria Civica d'Arte Moderna, Modena (1979). Da questo momento in poi comincia un’ininterrotta sequenza di personali e collettive italiane ed estere tra cui: Italiana nuova immagine, Ravenna (1980) e Dieci anni dopo i nuovi nuovi che sancisce la nascita del gruppo dei "nuovi nuovi" con cui l’artista collaborerà per circa 15 anni. Sono del 1993 le due retrospettive in contemporanea (Galleria Civica, Trento e GAM-Villa delle Rose, Bologna). E poi ancora: Trento (1994); Venezia (1995); Bologna e Trento (1997); Milano, Pesaro; Napoli e Mantova (1998); Sarzana (2001); Milwaukee, USA.(2002 con A. Pomodoro); Amburgo, Roma e Ischia, Rovereto (2004); ancora Trento (2006) e Sarzana (2007). Recentemente è la mostra per Flora Bigai (2010) e la bellissima Lettere di un'amica alla Galleria Melesi, Lecco (2012).  Nel 1990 partecipa alla XLIV Biennale d'Arte di Venezia con una sala personale. Vive e lavora a Milano.

 

 

Cosa fa: 

Artista estremamente poliedrico e dalla ricerca instancabile, Maraniello si caratterizza innanzitutto per la costante diversificazione del suo lavoro. Come afferma lui stesso (…) “cerco sempre di innovare il mio lavoro. Fa parte del mio carattere, cercare nuovi motivi” segno di una grande libertà espressiva dell’artista, che né le tematiche né i materiali possono minimamente ostacolare. Infatti, i suoi lavori si presentano in molteplici stratificazioni linguistiche, dove pittura e scultura si compenetrano in costante dialogo: il risultato è sempre una grande armonia della figurazione, qualsiasi essa sia, spesso permeata di sogno e fantasia, spesso sospesa in una sorta di “equilibrio instabile” che non crea mai vertigine. Ci si può permettere, in sostanza, di guardare ogni opera di Maraniello “con occhi nuovi” pur riconoscendo forme e segni familiari. Una capacità di pensiero trasversale, quella di Maraniello, che è già eco ed exemplum di quel multitasking cui l’uomo contemporaneo è chiamato ineluttabilmente a sottostare.

 

 

Highlight:

Nel 1985 Gillo Dorfles lo invita a partecipare alla mostra-evento  Intorno al flauto magico al Teatro della Scala, Milano. Dal 1989 al 2002 ha insegnato Pittura all'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Maraniello è molto conosciuto inoltre per le numerose installazioni permanenti di grandi dimensioni: tra queste, quella alla Galleria Civica di Trento dal titolo Vasi comunicanti, nei giardini del Centro S. Chiara; o ancora opere nei giardini della Galleria d'Arte Moderna di Bologna, nell'Atrio della Facoltà di Giurisprudenza di Trento e nell'area antistante l'ingresso al pubblico della Corte d'Appello di Caltanissetta. Nel 2009 allestisce una vasta antologica intitolata Il gatto dorme rotondo nel Giardino di Boboli, Firenze.

 

 

Web:

Sito: www.giuseppemaraniello.com

 

 

La sua opera per do ut do:

L’eleganza di quest’opera che l’artista ha deciso di donare, è in assoluto la prima caratteristica che salta agli occhi. Infatti, sono la forma sinuosa, l’armonia e l’aura magica che rendono alla perfezione i concetti che sottendono all’arte di Maraniello. Arcaica ma saldamente contemporanea, questa scultura, non ha un punto di vista preferenziale:  da una parte può sembrare un enigmatico uccello, dall’altra uno strumento musicale, anzi sembra rappresentare proprio una nota musicale, una semiminima, unica nota dal suono costante: do, do, do, do ut do.

 

The immediate impact of this work donated to the Hospice by the artist lies in its extreme elegance.  A magical atmosphere combined with the harmony of pure curving lines communicate the concepts of Maraniello’s work to perfection. A blend of the archaic and strongly contemporary, this sculpture can be viewed differently from all angles. From one side it recalls some enigmatic bird, from another – a musical instrument - or rather, a musical note … a crotchet or quarter note … the only note with the constant ring:  do, do, do, do ut do.