Bill Beckley

CONFERENCE

1982

acquarello

watercolour

80 x 104 cm

 

Opera donata da

Work donated by

Galleria Studio G7, Bologna

 

Chi è

Nasce ad Hamburg  (Pennsylvania, U.S.A.) nel 1946. Dopo gli studi universitari in arte e semiologia, nel 1970 si trasferisce a New York, città nella quale tiene - nello stesso anno - la sua prima mostra al 112 di Greene Street e dove espone con continuità fino ad oggi. Artista molto apprezzato in ogni parte del pianeta, tra le sue personali si segnalano: Amsterdam e Milano (1972); Londra e Dusseldorf (1973), Parigi, Antwerp (B) e ancora Milano e Amsterdam (1975); tra il 1976 e il 1979 è a Roma, Napoli, Bologna, Monaco, Amburgo, ancora Londra e Parigi; così come negli anni ’80 e ’90 oltre a Chicago, Ginevra, Los Angeles, Bruxelles, Porto; negli anni 2000 segnaliamo Berlino (2001), Seul (2003), Houston (2004),Corea (2007-2008). Recentemente sono le personali presso lo Studio Trisorio, Roma (2009) e presso la P420 Arte contemporanea, Bologna (2011). Per la Galleria G7 ha esposto una prima personale nel 1978, seguita da Nuovi Poemi (1983) e 18x18 (1989).

Sue opere sono nelle collezioni permanenti del MOMA, del Guggenheim e del Whitney Museum di New York, del Museum of Fine Arts di Boston e della Tate Modern di Londra.

Vive, lavora e insegna semiologia a New York.

 

Cosa fa

Largamente riconosciuto come pioniere della Narrative Art (combinazione di immagini fotografiche e testi scritti) Beckley – oltre a essere anche performer - è stato uno dei primi artisti ad usare la fotografia a colori come mezzo d’espressione artistica: dalla foto in cui si autoritrasse come George Washington (1976) fino alle famose foto degli steli di fiori, vere opere astratte nel senso stretto del termine (da ab – trahere: distaccare da) l’artista percorre un sentiero dove l’astrazione viene spinta sempre più in là, aiutata anche dal grande formato, dai colori saturi e dai titoli, fino a suggerire – come l’artista stesso afferma – “similitudini con gli ideogrammi orientali”. Il risultato, sempre frutto di una tecnica precisa, è un lavoro altamente concettuale, caratterizzato dall’eleganza e dalla grande capacità nell’effetto stilistico dove la composizione è aperta in una forte spazialità ma senza profondità, poiché il fondale è sempre neutro. I significati si moltiplicano, anzi, ce se sono così tanti da innestare infinite interpretazioni delle opere, da scovare dietro al filtro magico e divertito del suo obiettivo.

 

Highlight

La carriera di docente è sempre stata costantemente affiancata a quella di artista; negli anni ’70 ebbe come allievi anche Mark Dion e Keith Haring. Come artista ha ricevuto anche molti premi: tre volte il New York Council of the Arts (1973, 1976 e 1986); il National Endowment of the Arts (1979); l Pollock-Krasner Grant ( 1997).

 

Web

Sito: www.billbeckley.com

Galleria Studio G7: www.galleriastudiog7.it

 

La sua opera per do ut do

Una particolarissima “nicchia” nell’opera di Beckley sono gli acquarelli, di cui l’opera donata dalla Galleria G7, è uno splendido esempio. Sono quasi un “dietro le quinte” del lavoro dell’artista, uno sguardo rubato alla sua immaginazione e mitologia più private. Alcuni, come questo, sembrano strani arcobaleni davanti ai quali esprimere desideri per far avverare sogni. Una sottile corrente d’energia parte dall’opera per arrivare fino a noi, abbastanza forte da elettrizzare, ma non abbastanza da bruciarci. In un attimo sospeso nel tempo, prima che l’immagine già evanescente sparisca del tutto, l’artista ci permette di prender tutto  il tempo che vogliamo per aprirci ai nostri stessi segreti.

 

Some of the most characteristic “niche” aspects of Beckley’s work are his watercolours, like this wonderful example donated by Galleria G7. These watercolours are almost like a glimpse of the artist’s work “behind the scenes”: a stolen glimpse of his most personal myths and visions. Certain pieces, like this example, resemble strange rainbows calling us to make a wish to have our dreams come true. We are charged with a subtle form of energy that is strong enough to inspire and excite, but not so strong it will burn. A moment suspended in time- when the artist permits us to take an instant to dwell on our innermost secrets.